venerdì 19 marzo 2010

uomo e clima


James Hansen, l'impatto umano sul sistema climatico
15/3/2010 - Presentate oggi a Roma le ultime teorie e il primo libro di uno dei maggiori climatologi mondiali

James HansenIl cambiamento climatico è una bomba a orologeria, ma con un impegno urgente e concreto a livello globale possiamo ancora disinnescarla, prima che le conseguenze ricadano irrimediabilmente sui nostri nipoti. Lo ha affermato oggi a Roma James Hansen, il grande climatologo della Columbia University e direttore del prestigioso Goddard Institute for space studies (GISS) della NASA, ospite del WWF Italia e della Fondazione Aurelio Peccei, per la Aurelio Peccei Lecture 2010. La lecture, dal titolo “L’impatto umano sul sistema climatico”, è stata anche l’occasione per presentare il primo libro di Hansen “Storms of my grandchildren” (“Le tempeste dei miei nipoti. La verità sulla catastrofe climatica che verrà e la nostra ultima possibilità per salvare l’umanità”), che sarà presto pubblicato anche in Italia.

Hansen propone di introdurre una tassa sulla produzione ed emissione di CO2: "Finché saranno l'energia meno costosa, i combustibili fossili verranno usati. Dobbiamo introdurre un prezzo sulle emissioni di carbonio. Perché paghino per i danni ambientali". Hansen ha sottolineato anche l'importanza del ruolo dell'opinione pubblica. "Se l'opinione pubblica non farà pressione sui Governi, questi non affronteranno seriamente il problema dei cambiamenti climatici. La loro prospettiva è sempre a breve termine. Ma c'è una grande falla tra ciò che si capisce dei cambiamenti climatici e ciò che si sa: la percezione dell'opinione pubblica è ancora inadeguata rispetto alla gravità del problema". Secondo Hansen inoltre, il livello di rischio cui siamo giunti è ben più serio ("E' un'emergenza planetaria" ha detto) rispetto alle fluttuazioni che possiamo percepire: gli effetti di ciò che facciamo oggi saranno più evidenti nei prossimi anni ("l'ambiente non ha ancora reagito del tutto").

Secondo Hansen, per evitare effetti disastrosi e su tutti i sistemi economici e sociali e sui sistemi naturali che sono alla loro base, la concentrazione di CO2 in atmosfera non dovrebbe oltrepassare le 350 parti per milione (ma siamo già a 388) e la differenza tra l’energia solare che entra nel nostro sistema climatico e quella che ne esce non dovrebbe superare 1 watt per metro quadro (ma siamo già a 1,6). Sono i “confini planetari” oltre i quali l’uomo non avrebbe dovuto avventurarsi per evitare la crisi climatica ormai in atto. E ora che questi limiti sono stati superati, solo un’azione urgente e decisa da parte di tutti i governi potrà ridare all’umanità la necessaria sicurezza climatica.

James Hansen è una figura storica degli studi sul riscaldamento globale, oltre che uno dei primi scienziati ad essere uscito dagli istituti di ricerca per portare il problema tra la gente e presso le più alte istituzioni.

Nel 1988 la sua testimonianza alla Commissione Energia del Senato USA resta nella storia come uno dei primi atti di uno scienziato che esplicitava il legame esistente tra i cambiamenti climatici in atto e l’attività umana. E nel giugno 2009, il suo impegno sociale gli è costato l’arresto, mentre manifestava contro una miniera di carbone in Virginia.

“Nel momento in cui stanno per riprendere i negoziati sul clima, la testimonianza scientifica e l’accorato richiamo all’azione di uno dei più grandi climatologi al mondo ribadiscono la gravità del riscaldamento globale in atto, sempre più documentata dai migliori studi scientifici nonostante il continuo clamore dell’industria professionale del negazionismo – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia – Il 9 marzo la Commissione Europea ha rilanciato la necessità di agire subito per rinvigorire l’azione globale sul cambiamento climatico, e da ogni parte del mondo arriva forte e chiara la richiesta che questa azione sia urgente ed efficace.”

A conferma di questa richiesta globale di azione contro il cambiamento climatico, il WWF annuncia l’adesione record all’Ora della Terra 2010, che il 27 marzo a partire dalle 20.30 vedrà spegnersi le luci di città, monumenti, abitazioni di almeno 1.100 città in oltre 100 Paesi del mondo, un risultato mai eguagliato nelle edizioni precedenti. In Italia si spegneranno oltre 60 Comuni, tra cui città come Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Palermo.

Quest’anno la Aurelio Peccei Lecture è promossa in collaborazione con Unicredit Group, che ha avviato con il WWF una partnership internazionale con l’obiettivo di integrare la sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici nel business bancario, a cominciare dall’impegno di ridurre le emissioni di CO2 del Gruppo del 30% entro il 2020.

James Hansen è dal 1981 a capo dell'autorevole Goddard Institute for Space Studies della NASA. Inoltre è un professore del Department of Earth and Environmental Sciences della Columbia University.

mercoledì 10 marzo 2010

Proiezione del film: "The Age of Stupid". a cura del Gruppo Energy Saving della Scuola Normale Superiore

Quest'iniziativa è organizzata in modo congiunto con il WWF Toscana ed il Gruppo Energy Saving della Scuola Normale Superiore.

Il film è un ibrido che comprende parti recitate, documentario e animazione. Il principale interprete è Pete Postlethwaite. Ricopre il ruolo di un uomo che vive solo in una terra devastata nel 2055 guardando fotografie dal 2008 e chiedendosi "Perché non abbiamo fermato il riscaldamento globale quando ne avevamo l'opportunità?".

In inglese, sottotitoli in italiano. Con Pete Postlethwaite, regia di Franny Armstrong, (Regno Unito, 2009) (Scarica la locandina in alta definizione)

Il film sarà proiettato giovedì 11 marzo 2009 alle 21:00 nell'Aula Magna della Scuola Superiore Sant'Anna, in Piazza Martiri della Libertà 33 (introdurrà il film Maria Grazia Midulla, responsabile clima per WWF Italia).

lunedì 8 marzo 2010

storia di una duna

Questa foto del 2001 si riferisce alla duna che fu sbancata dal bagno Hoasy nel tentativo di fare una strada. Il relativo processo si concluse con la condanna del gestore al completo ripristino.


Gli interventi per la ricostituzione della duna sono stati a completo carico del WWF. Questa foto, di alcuni anni fa, si riferisce a volontari WWF che posizionano teli di iuta per favorire l'accumulo di sabbia.



Domenica 7 marzo è stata eseguita la piantumazione della duna, ormai ben ricostituita, con essenze messe a disposizione dal Centro Interdipartimentale "E. Avanzi".

venerdì 5 marzo 2010

The Age of Stupid


Una nuova opportunità per vedere il film manifesto/documento sui cambiamenti climatici, per chi non lo avesse ancora visto:

giovedì prossimo, 11 marzo, alle ore 21.00 nell'Aula Magna della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in Piazza Martiri della LIbertà 33, ci sarà una nuova proiezione.

Parteciperà Maria Grazia Midulla, responsabile clima ed energia del WWF Italia, che ha preso parte ai lavori dell'ultimo vertice sul clima di Copenaghen.

La proiezione è gratuita e aperta a tutti.

sabato 27 febbraio 2010

le tamerici di Marina di Pisa






Ogni anno le tamerici di Marina di Pisa vengono potate radicalmente. E' giustificato un intervento del genere?

venerdì 26 febbraio 2010

resoconto attività 2009 oasi WWF Dune di Tirrenia



Abbiamo presentato al Comune di Pisa il resoconto delle attività svolte nell'Oasi Dune di Tirrenia nel corso dell'anno 2009. Il Comitato ha incaricato la cooperativa "Armonia e Natura" ad organizzare l'educazione ambientale e ad eseguire soppralluoghi finalizzati al controllo delle strrutture presenti nell'oasi e alla tutela della flora dunale.
Sono state eseguite, con scuole di diverso ordine e grado, nell’anno scolastico 2008-2009, visite guidate per 18 classi (301 alunni) e nell’anno scolastico 2009-2010 (fino a dicembre) visite guidate per 15 classi (389 alunni).
Il 19 aprile è stata organizzata la festa delle Oasi WWF simultaneamente nelle due Oasi gestite dal Comitato: Bosco di Cornacchiaia e Dune di Tirrenia. Il programma prevedeva la pulizia delle dune e le visite guidate al pomeriggio.
Il 3 ottobre le Dune di Tirrenia sono state visitate dal Presidente del WWF Italia Stefano Leoni.
Il 25 ottobre, dopo la stagione balneare, è stata organizzata, in collaborazione con la GEOFOR, una manifestazione pubblica finalizzata alla raccolta dei rifiuti abbandonati sulle dune. Anche in questa occasione sono state effettuate visite guidate sulle dune e nella macchia retrodunale.
Sulla duna retrostante il bagno Hoasy è proseguita la bonifica dal Carpobrotus edulis (fico degli ottentotti) che è una pianta esotica considerata infestante dalla legge regionale sulla biodiversità 56/2000. Sulla duna stessa successivamente sono state messe a dimora circa 50 piante di cisto fornite dal Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi.
Durante tutto l’anno sono stati eseguiti dalla ditta “Punto Verde” lavori di manutenzione dei sentieri e delle staccionate delimitanti le dune.
Da alcuni mesi, d’accordo con l’Ufficio Boschi del Comune di Pisa e con il Parco Naturale San Rossore Migliarino Massaciuccoli, è iniziato un intervento di riqualificazione di tutta l’oasi. In particolare sono state individuate alcune zone umide retrodunali dove sono stati eliminati i pini marittimi per favorire lo sviluppo di piante igrofile, sono state progettate 8 nuove bacheche a supporto dell’attività di educazione ambientale ed è stato portato a termine un censimento della avifauna nidificante presente nell’oasi. E’ in programma, inoltre, il prolungamento del sentiero per disabili.

mercoledì 24 febbraio 2010

Castagento Carducci - Fossa Camilla, un nuovo parco per tutelare le dune


Durante la cerimonia di istituzione della nuova area, sono stati piantati 15 esemplari di ginepro 'coccolone' messi a disposizione dall'ufficio territoriale per la biodiversità di Cecina del corpo forestale dello Stato. La zona è considerata molto importante per la biodiversità ed è l'habitat ideale per la riproduzione del Fratino, un uccello marino.
CASTAGNETO CARDUCCI. Una nuova area toscana è stata posta sotto tutela: si tratta dell'oasi dunale Camilla nel territorio del comune di Castagneto Carducci .
Voluta dal comune di Castagneto Carducci, l'area, con superficie di circa 15.000 metri quadri, è delimitata da staccionate in legno, segnalata con pannelli informativi e destinata alla conservazione della flora spontanea di prima duna, primo baluardo naturale contro l'erosione costiera, oltre che habitat ideale per la riproduzione del Fratino, un uccello marino.

Durante la cerimonia di istituzione della nuova area, sono stati piantati 15 esemplari di ginepro 'coccolone' messi a disposizione dall'ufficio territoriale per la biodiversità di Cecina del corpo forestale dello Stato.

L'oasi Camilla va ad aggiungersi a quella attigua del Gineprino istituita nel 2009 nel comune di Bibbona (Livorno). I volontari del Wwf hanno anche lavorato alla pulizia della spiaggia. Il bilancio è di circa 40 quintali di rifiuti di variegata tipologia raccolti, tra cui spiccano ruote di auto, boiler, pezzi di imbarcazioni, reti di peschereccio spiaggiate, batterie di auto, bidoni metallici e di plastica, biciclette, e bastoncini netta orecchie.

lunedì 22 febbraio 2010

la posizione del WWF sul Matsucoccus



Pubblichiamo un contributo di Camillo Franchini che riassume il punto di vista del WWF di Pisa sugli interventi in corso per la lotta contro il Matsucoccus


E' noto che l'abbattimento sistematico dei pini marittimi affetti da Matsucoccus feytaudi sul litorale pisano ha provocato allarme presso la polazione locale, che teme uno stravolgimento permanente delle caratteristiche di un ambiente cui era abituata e affezionata e un uso improprio delle aree diradate e rese in qualche modo disponibili e urbanizzabili. Articoli di cronaca locale e lettere ai giornali sono diventati più frequenti in questi ultimi mesi, a dimostrazione dell'esistenza di un disagio diffuso che richiede attenzione da parte delle autorità responsabili e, anche se in forma diversa, da parte del WWF.
Prima di ogni altra considerazione, si deve ricordare che l'abbattimento dei pini infetti è un obbligo di legge inderogabile (D.M. 22 novembre 1996, G.U. 285 del 5.12.96). Il regolamento precisa nei dettagli più minuti il trattamento da riservare ai pini abbattuti.
Il WWF è stato coinvolto fin dall'inizio nell'iniziativa di disboscamento selettivo. Il 1° aprile 2008, su invito personale della Dr.ssa Francesca Logli responsabile "foreste" del Parco, un socio WWF partecipò a un sopralluogo su un diradamento sperimentale di circa un quarto di ettaro di pineta. Erano presenti responsabili del Parco, del Comune, della Provincia e della Cooperativa appaltatrice Terra, Uomini e Ambiente. Il diradamento appariva ben condotto, con salvaguardia delle latifoglie e del sottobosco, compatibilmente con l'uso di mezzi meccanici di notevole dimensione. Il saggio fu considerato soddisfacente e la ditta fu invitata a procedere su quella falsariga, con la raccomandazione pressante da parte della Dr.ssa Logli di limitare al massimo i danni alla vegetazione residua.
Da quel momento la ditta ha proceduto nell'opera di abbattimento dei pini, cessando la sua attività solo nei mesi estivi, per evitare disturbo e pericoli di incendio.
Soci del WWF, tra cui specialisti forestali, hanno seguito e seguono con discrezione lo sviluppo dei lavori, mantendosi in contatto con gli operatori.
A distanza di circa due anni da quel sopralluogo si può procedere a un consuntivo di massima.
L'abbattimento dei pini è proceduto a norma; i tronchi sono stati tagliati nelle dimensioni adatte per essere trasportati con mezzi pesanti, raccolti in poche aree destinate e allontanati in tempi brevi. Le ramaglie sono state sminuzzate ("cippate", in gergo), caricate in camion-cassoni e allontanate.
Contestualmente all'abbattimento dei pini, la ditta ha proceduto alla piantumazione sistematica di lecci e di pini domestici e di aleppo di piccole dimensioni per consentire una crescita senza irrigazione. Il successo della piantumazione, spesso applicata secondo la tecnica della pacciamatura, si può collocare intorno all'80%.
Il sottobosco, la cui sorte preoccupava perché non si aveva esperienza di un trattamento così vasto e incisivo, ha reagito molto bene, sviluppandosi con celerità e vigore sorprendenti in tutte le specie presenti in precedenza. Come in genere accade in ambienti stressati, il cisto è prevalente sulle altre specie, ma è destinato a essere marginalizzato. Il leccio si è sviluppato spontaneamente in misura tale che la sua piantumazione appare superflua. I pini marittimi, che possiedono una vitalità da pianta infestante, si stanno riformando da seme; si spera che il succedersi delle generazioni porti a un ceppo resistente all'infezione. La fillirea, capace di rinascere da taglio raso o schiacciamento, è ubiquitaria, presente in forma di cespugli o grandi arbusti.
E' apprezzabile che gli operatori abbiano rispettato specie interessanti e poco diffuse come l'erica, presente nelle due varietà arborea e scoparia, il corbezzolo, l'alaterno, le poche tracce di mirto, le sughere di piccole dimensioni. Di ciò è stata conservata memoria fotografica.
Il trattamento ha messo in evidenza l'andamento dunale della pineta, con tomboli e lame che ospitano specie vegetali diverse. Il naturalista può trarre soddisfazioni anche fuori dai sentieri tradizionali.
E' verosimile che la trasformazione delle pineta in lecceta (se avverrà) porti a una deriva del sottobosco, con aumento della presenza di pungitopo e di edera.
Fin d'ora si può affermare che non esistono dubbi sulla capacità di pieno recupero del sottobosco.
Ora che l'accesso è agevole, sarà necessario proteggere con efficacia e determinazione l'area da un uso improprio. Non deve soprattutto diventare una discarica, un parcheggio o un luogo destinato a incontri impropri, come spesso accade alle pinete troppo facilmente accessibili.
Ultima nota, ma la più importante, è che l'intervento di abbattimento dei pini deciso e tempestivo ha stornato dalla pineta del litorale il pericolo di un incendio che sarebbe stato devastante anche per i centri abitati, per la secchezza del legno e la presenza di massicce colate di resina, ultima difesa dei pini morenti.
Una calamità è stata affrontata con efficacia; ora tutti, cittadini e autorità, devono vigilare perché l'ambiente non subisca urbanizzazione straordinaria o diversioni di destinazione.

Camillo Franchini
Tirrenia, 22 febbraio 2010.