L’Aula della Camera ha approvato l’emendamento di mediazione della commissione alla legge Comunitaria relativo alla caccia. Il testo prevede che la deroga sui calendari venatori potra’ essere consentita ”non oltre la prima decade di febbraio” alle regioni che ne facciano richiesta previo un parere preventivo e vincolante dell’Ispra, a cui le stesse regioni dovranno attenersi. L’emendamento, su cui il governo si era rimesso all’Aula, e’ passato con 349 si’, 126 no e 32 astenuti. Numerosi deputati del Pdl hanno votato contro l’emendamento, cosi’ come quelli della Lega. Cliccare qui per leggere il comunicato delle associazioni ambientaliste e animaliste
mercoledì 21 aprile 2010
Gita 25 aprile 2010: Da Corsagna alle Pizzorne
domenica 18 aprile 2010
Presidio davanti Montecitorio!
(La manifestazione delle associazioni in corso davanti al Parlamento - fonte http://cacciastop.org/2010/04/16/presidio-davanti-montecitorio/Cari amici, considerata la gravità della situazione, insieme alle altre associazioni abbiamo deciso di organizzare un presidio davanti a Montecitorio lunedì 19 aprile, quando cioè è previsto il voto finale alla Camera dei Deputati.
Occorre quindi che tutti si mobilitino, cercando di esserci!
Il presidio, presso Piazza Montecitorio, inizierà alle ore 12.00 di lunedì 19 per finire quando ci sarà l’esito della votazione (che potrebbe essere anche martedì 20). Ci sarà un gazebo.
Serve uno sforzo straordinario per dare al presidio il valore di un’ importante manifestazione, cercando di coinvolgere quanti più cittadini possibile!
Stefano Leoni
Presidente WWF Italia
sabato 17 aprile 2010
Settimana Nazionale “Porta la Sporta” DAL 17 AL 24 APRILE PORTA ANCHE TU LA SPORTA CON IL WWF, ITALIA NOSTRA, FAI- Fondo Ambiente Italiano e ADICONSUM
Settimana Nazionale “Porta la Sporta”DAL 17 AL 24 APRILE PORTA ANCHE TU LA SPORTA CON IL WWF, ITALIA NOSTRA, FAI- Fondo Ambiente Italiano e ADICONSUM
Parti da questo piccolo gesto di attenzione per l'ambiente e non fermarti piu!
venerdì 16 aprile 2010
Porto di Marina di Pisa: il 26 aprile la posa della prima pietra per un grande affare
Sarà presente alla cerimonia anche il Ministro Matteoli. Un progetto da milioni di euro su cui non mancano le polemiche, le obiezioni e le incertezze. A realizzare l’opera sarà la Cmc di Ravenna, il colosso delle “cooperative rosse”. Ma una sentenza del Consiglio di Stato del giugno del 2008, secondo le associazioni ambientaliste, “impone tassativamente l'annullamento della scheda 39 del Piano di Gestione: quella, appunto, che prevede la costruzione del porto”.
La foce dell'Arno, situata ai margini della foresta litoranea più estesa d'Italia, è un ambiente unico per il suo pregio naturalistico e paesaggistico. A dirlo e a ripeterlo nei secoli sono stati poeti, storici, uomini di cultura, generazioni di toscani, di pisani e di marinesi, in altre parole un bene comune, inserito in un ecosistema complesso e delicato.
Oggi, però, ciò che conta è che una immensa area di Boccadarno sia di proprietà privata, della Boccadarno Porto di Pisa spa, e quindi quel "bene comune" sarà cancellato. Al suo posto dovrebbe sorgere il tanto discusso porto turistico di Marina di Pisa, la cui posa della prima pietra avverrà il 26 aprile alle ore 15 alla presenza del Ministro Altero Matteoli e dei rappresentati delle istituzioni. Per leggere il resto
giovedì 15 aprile 2010
WWF: “ITALIA, UN PAESE PRIVO DI RESPONSABILITA’ SULL’AMBIENTE”
PRIMA CLIMA E POI CACCIA:
PARLAMENTO METTE A SEGNO UNA ‘DOPPIETTA’ MICIDIALE
Siamo nell’Anno della Biodiversità, ma non si direbbe a giudicare dai provvedimenti messi a ‘segno’ oggi, prima in materia di clima con la mozione votata al Senato che conferma la tendenza ‘negazionista’ del Parlamento, e poi con il temuto articolo di legge in Commissione Agricoltura della Camera che apre il varco ad una vera e propria deregulation sulla caccia. “Entrambe le decisioni del nostro Parlamento mostrano la totale ottusità rispetto a decisioni dell’Unione Europea e a leggi che vengono completamente disattese in entrambe le materie” – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia - Una sorta di dichiarazione di guerra dell’Italia nei confronti dell’Unione europea che non sarà priva di conseguenze”.
CACCIA: Nonostante i numerosi appelli , a partire dai maggiori esperti e scienziati del Comitato scientifico del WWF, che ribadivano l’effetto devastante che la deregulation della caccia avrebbe sulla conservazione dell'avifauna migratrice, e la maggioranza degli italiani che continuano a chiedere leggi più restrittive per la tutela di animali selvatici, oggi il Parlamento italiano si prende la responsabilità di approvare una legge che va nella direzione esattamente opposta a quella richiesta dall’UE, ossia, di chiudere la caccia nei mesi più delicati per la migrazione e riproduzione. Il WWF si appella al senso di responsabilità della Commissione politiche Comunitarie che domani dovrà dire l’ultima parola sulla caccia e a tutti i deputati che alla Camera dovranno poi esprimersi col voto finale. Il WWF continuerà la sua azione di pressione affinchè la volontà degli italiani sia correttamente rappresentata nelle aule del Parlamento.“Se la Camera darà il suo Si definitivo per l’apertura della caccia tutto l’anno sarà drammaticamente minato alle fondamenta il percorso faticosamente avviato dall’Italia per una Strategia Nazionale sulla Biodiversità appena annunciato dal Ministero dell’Ambiente – ha continuato Leoni - colpire la fauna selvatica vuol dire infatti mettere a rischio una delle componenti principali della ricchezza di natura del nostro paese.
CLIMA: Anche sul versante clima il Parlamento fa retrocedere l’Italia in un’arretratezza culturale e strategica pericolosa. Mentre l’Europa e il mondo intero si avviano a coniugare le politiche energetiche con quelle del clima per proseguire sulla strada dell’economia verde e della sicurezza energetica, l’Italia non vuole ancora credere a una scommessa data da ogni parte per vincente. La sola discussione di mozioni di questo genere rischiano di tagliarci del tutto fuori dal futuro dell’economia mondiale, che sarà a basso contenuto di carbonio e basato sullo sviluppo delle tecnologie verdi, come previsto nelle nuove misure europee annunciate per i prossimi mesi. Il WWF aveva inviato nei giorni scorsi una lettera ai senatori per bloccare la mozione ricordando come gli atti normativi europei non possano decadere per effetto della volontà di un solo Stato membro. L’Italia non ha quindi il potere di mettere in discussione gli obiettivi europei - ormai condivisi e consolidati - per contrastare i cambiamenti climatici, e una mozione per far dichiarare decaduto l’Accordo 20-20-20 non ha alcun senso giuridic. Tra l’altro, dal punto di vista politico, la strategia climatica europea è fortemente legata a quella inerente la sicurezza energetica, motivo per cui recedere da queste posizioni risulterebbe contrario agli stessi interessi europei ed italiani.
Roma 14 aprile 2010 - Ufficio stampa WWF Italia – 06-84497.377, 213, 265, 463
