mercoledì 6 gennaio 2010
i pini domestici di Cornacchiaia
A Cornacchiaia ci sono numerosi pini domestici di grandi dimensioni. La loro età sarà di circa un secolo. Furono piantati per la produzione dei pinoli, un'attività molto comune nel nostro territorio fino ad alcuni decenni fa. I pini domestici non si riproducono naturalmente, ma vengono coltivati e trapiantati. I pini di Cornacchiaia sono arrivati alla fine della loro vita ed è stato deciso dal Parco di non sostituirli perchè Cornacchiaia è stata dichiarata riserva naturale. Periodicamente questi pini stramazzano al suolo specialmente dopo giornate di vento e pioggia. Le foto mostrano uno di questi pini crollato sopra un sentiero. E' stato fatto un sopralluogo con la cooperativa "Giovanni Marcora" a cui abbiamo affidato la rimozione della pianta dal sentiero.



mercoledì 30 dicembre 2009
Demi (Wwf): Finita l'emergenza vanno restituiti al lago di Massaciuccoli i terreni 'rubati' dall'uomo

Con un occhio al cielo e uno al lago di Massaciuccoli che allo stato attuale non sta aumentando di livello, continua l'opera frenetica di ricostruzione dell'argine sul Serchio nella frazione di Nodica (comune di Vecchiano) per colmare lo squarcio creato dalla rottura verificatesi nel giorno di Natale. I tecnici della provincia di Pisa insieme ad esercito e volontari hanno posto una massicciata per formare una prima barriera. L'obiettivo è quello di arrivare, entro domani sera, dunque prima della prevista nuova piena, ad innalzare tale barriera di massi fino all'altezza della golena. In questo modo i tecnici di Protezione civile e provincia di Pisa ritengono che di fronte ad una piena non superiore ai 750 metri cubi di acqua al secondo, la massicciata dovrebbe scongiurare il rischio di una seconda esondazione. Queste le ultime notizie dai luoghi colpiti.
Greenreport continua gli approfondimenti in merito agli eventi alluvionali che stanno interessando buona parte della Toscana. Dopo Legambiente è stata sentita l'opinione del Wwf e del Cirf (Centro italiano riqualificazione fluviale, vedi articolo collegato).
Per l'associazione del Panda è stato interpellato Marcello Demi presidente del Wwf Toscana. Leggi tutta l'intervista
Greenreport continua gli approfondimenti in merito agli eventi alluvionali che stanno interessando buona parte della Toscana. Dopo Legambiente è stata sentita l'opinione del Wwf e del Cirf (Centro italiano riqualificazione fluviale, vedi articolo collegato).
Per l'associazione del Panda è stato interpellato Marcello Demi presidente del Wwf Toscana. Leggi tutta l'intervista
venerdì 25 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
lavori oasi Dune di Tirrenia




Sono in corso importanti lavori presso la nostra oasi delle dune. Alcune zone umide retrodunali sono state ripulite e liberate da pini marittimi per favorire lo sviluppo degli ontani. I lavori sono stati progettati da Alessandra Sani e sono eseguiti dalla cooperativa Marcora di Livorno sotto la guida di Tino Brignetti.
lunedì 21 dicembre 2009
COPENAGHEN HA CHIUSO I BATTENTI.....
.....tra la delusione delle Associazioni ambientaliste e di tutti i cittadini del mondo che speravano in un impegno della politica.
La causa?
"una capacità dei Paesi di abbandonare gli egoismi e agire insieme di gran lunga troppo debole per affrontare i pericoli del cambiamento climatico e questo espone il Pianeta a rischi immensi" viene espresso nel comu nicato stampa del WWF Italia del 19 dicembre.
"I politici in tutto il mondo – in teoria – sembrano essere d’accordo che il riscaldamento globale deve rimanere al di sotto dei 2°C, limite cruciale per evitare gli impatti più disastrosi del cambiamento climatico. Ma in pratica gli impegni che i politici hanno messo sul tavolo portano a un aumento delle temperature di 3° C se non di più, secondo le stime del WWF."
Dopo il fallimento sfiorato, l’attenzione ora si sposterà sulle prossime fasi dei negoziati ma anche su un versante positivo, sulla moltitudine di iniziative messe in campo da Paesi, città, imprese e comunità che stanno iniziando dalla base a costruire economie a basso contenuto di carbonio.
A questo punto così diventa fondamentale anche lo sforzo che stanno compiendo molti cittadini per mettere in atto quelle buone pratiche mirate alla riduzione delle emissioni, e l'auspicio è che si moltiplichino: a questo proposito è molto interessante il punto di vista di Maria Grazia Midulla sul suo blog:
""Tuttavia, che superare il dominio dei combustibili fossili in una societa’ decarbonizzata non sarebbe stata una passeggiata lo sapevamo bene, che a Copenaghen non avremmo avuto l’accordo lo temevamo. Che abbiamo di fronte forze potenti, è lapalissiano.
Quindi, siccome non credo che la nuova economia parta solo spontaneamente dal mercato, non possiamo demordere.""
Siamo delusi, ma la storia continua....dice Maria Grazia e quella indicata sembra la sola strada percorribile ora da noi tutti, nell'attesa che la politica si accorga veramente di quanto pressanti siano le aspettative dell'umanità.
La causa?
"una capacità dei Paesi di abbandonare gli egoismi e agire insieme di gran lunga troppo debole per affrontare i pericoli del cambiamento climatico e questo espone il Pianeta a rischi immensi" viene espresso nel comu nicato stampa del WWF Italia del 19 dicembre.
"I politici in tutto il mondo – in teoria – sembrano essere d’accordo che il riscaldamento globale deve rimanere al di sotto dei 2°C, limite cruciale per evitare gli impatti più disastrosi del cambiamento climatico. Ma in pratica gli impegni che i politici hanno messo sul tavolo portano a un aumento delle temperature di 3° C se non di più, secondo le stime del WWF."
Dopo il fallimento sfiorato, l’attenzione ora si sposterà sulle prossime fasi dei negoziati ma anche su un versante positivo, sulla moltitudine di iniziative messe in campo da Paesi, città, imprese e comunità che stanno iniziando dalla base a costruire economie a basso contenuto di carbonio.
A questo punto così diventa fondamentale anche lo sforzo che stanno compiendo molti cittadini per mettere in atto quelle buone pratiche mirate alla riduzione delle emissioni, e l'auspicio è che si moltiplichino: a questo proposito è molto interessante il punto di vista di Maria Grazia Midulla sul suo blog:
""Tuttavia, che superare il dominio dei combustibili fossili in una societa’ decarbonizzata non sarebbe stata una passeggiata lo sapevamo bene, che a Copenaghen non avremmo avuto l’accordo lo temevamo. Che abbiamo di fronte forze potenti, è lapalissiano.
Quindi, siccome non credo che la nuova economia parta solo spontaneamente dal mercato, non possiamo demordere.""
Siamo delusi, ma la storia continua....dice Maria Grazia e quella indicata sembra la sola strada percorribile ora da noi tutti, nell'attesa che la politica si accorga veramente di quanto pressanti siano le aspettative dell'umanità.
sabato 19 dicembre 2009
nevicata sulle dune
L'eccezionale nevicata di ieri ha interessato anche l'oasi WWF Dune di Tirrenia. Il fenomeno, che si era già verificato nel 1985, ha creato un paesaggio davvero particolare e suggestivo.
venerdì 18 dicembre 2009
Green City Energy: nuove energie per uno sviluppo sostenibile della città. Il 18 e il 19 dicembre alla Stazione Leopolda il forum internazionale
Si inaugura il 18 dicembre alla Stazione Leopolda di Pisa la prima edizione di Green City Energy, Forum Internazionale sulle nuove energie per lo sviluppo competitivo e sostenibile della città. il Forum si articolerà in due
fasi: una conferenza strategica il 18 e 19 dicembre 2009, e un Forum & Expo Internazionale che sarà realizzato l'1, il 2 e il 3 luglio 2010 sulla base delle linee guida emerse dalla conferenza di dicembre. Per leggere il resto
mercoledì 16 dicembre 2009
Cosa sta succedendo a Copenaghen?
Due giorni, due soli giorni ed il Summit si chiuderà.
Che cosa è stato deciso finora?
Sembra che le notizie siano incerte, come racconta Maria Grazia Midulla nel suo blog (http://sfidadelclima.wordpress.com/), "La dice lunga sulla complessità di questi negoziati il fatto che un gruppo di professionisti (gli esperti WWF, n.d.r.)dentro il Bella Center abbia difficoltà a capire cosa stia succedendo. Come fanno a seguire gli avvenimenti coloro che stanno fuori del Bella Center, se anche quelli che stanno dentro fanno fatica?"
Grazie ad Internet wi-fi, ai cellulari, ai palmari, ecc. i partecipanti al vertice ricevono una quantità enorme di informazioni in tempi rapidissimi, ma è la visione d'insieme che hanno difficoltà a costruire.
Così può capitare che si diffondano chiacchiere non veritiere, ad esempio: "Nella mattinata alcuni paesi hanno diffuso la notizia che i paesi in via di sviluppo erano usciti dal meeting scoraggiati. In effetti c’era stata molta delusione, ma nessuno aveva lasciato l’aula" dice Maria Grazia.
Oggi è arrivato il momento in cui i negoziatori devono passare i testi ai ministri; alcuni gruppi di lavoro stanno ancora revisionando e rivedendo questi testi, ma uno dopo l’altro devono chiudere la loro attività.
Dopo il lento processo e un lavoro interminabile sulle procedure, ora i ministri devono affrontare un gran numero di documenti.
Come WWF, stiamo lottando perché il vertice operi su due fronti, un Protocollo di Kyoto rafforzato e un Protocollo di Copenhagen che risolva tutti i problemi che Kyoto non ha risolto.
Al momento però, come rivela un comunicato stampa del WWF Italia di oggi, i Paesi industrializzati hanno annunciato impegni insufficienti e intanto stanno preparando una serie di trucchi e scappatoie che potrebbero fare dell'accordo sul clima un colabrodo.Il WWF lancia l'allarme e ricorda come per i paesi industrializzati sia facile uscire fuori da un percorso reale di tagli di emissioni ma non da una catastrofe climatica.
Il WWF ha scoperto, analizzando gli escamotage in corso nei paesi industrializzati, che questi possono aumentare le proprie emissioni addirittura dal 4 al 10% entro il 2020 rispetto a dati del 1990, un contrasto assordante rispetto agli impegni, pur modesti, proclamati a Copenaghen!
Conclude il suo post odierno Maria Grazia con questa riflessione:
"Noi sappiamo qual è la soluzione di cui abbiamo bisogno, ma i testi sono complessi e pieni di parentesi quadre e numeri sui quali le parti non hanno trovato un accordo.
Vogliamo che i ministri scelgano i numeri grandi, cancellino quelli piccoli e aggiungano numeri forti là dove i testi hanno spazi vuoti. Ma lo faranno?"
Al prossimo appuntamento.
Mariella Gavarini
Che cosa è stato deciso finora?
Sembra che le notizie siano incerte, come racconta Maria Grazia Midulla nel suo blog (http://sfidadelclima.wordpress.com/), "La dice lunga sulla complessità di questi negoziati il fatto che un gruppo di professionisti (gli esperti WWF, n.d.r.)dentro il Bella Center abbia difficoltà a capire cosa stia succedendo. Come fanno a seguire gli avvenimenti coloro che stanno fuori del Bella Center, se anche quelli che stanno dentro fanno fatica?"
Grazie ad Internet wi-fi, ai cellulari, ai palmari, ecc. i partecipanti al vertice ricevono una quantità enorme di informazioni in tempi rapidissimi, ma è la visione d'insieme che hanno difficoltà a costruire.
Così può capitare che si diffondano chiacchiere non veritiere, ad esempio: "Nella mattinata alcuni paesi hanno diffuso la notizia che i paesi in via di sviluppo erano usciti dal meeting scoraggiati. In effetti c’era stata molta delusione, ma nessuno aveva lasciato l’aula" dice Maria Grazia.
Oggi è arrivato il momento in cui i negoziatori devono passare i testi ai ministri; alcuni gruppi di lavoro stanno ancora revisionando e rivedendo questi testi, ma uno dopo l’altro devono chiudere la loro attività.
Dopo il lento processo e un lavoro interminabile sulle procedure, ora i ministri devono affrontare un gran numero di documenti.
Come WWF, stiamo lottando perché il vertice operi su due fronti, un Protocollo di Kyoto rafforzato e un Protocollo di Copenhagen che risolva tutti i problemi che Kyoto non ha risolto.
Al momento però, come rivela un comunicato stampa del WWF Italia di oggi, i Paesi industrializzati hanno annunciato impegni insufficienti e intanto stanno preparando una serie di trucchi e scappatoie che potrebbero fare dell'accordo sul clima un colabrodo.Il WWF lancia l'allarme e ricorda come per i paesi industrializzati sia facile uscire fuori da un percorso reale di tagli di emissioni ma non da una catastrofe climatica.
Il WWF ha scoperto, analizzando gli escamotage in corso nei paesi industrializzati, che questi possono aumentare le proprie emissioni addirittura dal 4 al 10% entro il 2020 rispetto a dati del 1990, un contrasto assordante rispetto agli impegni, pur modesti, proclamati a Copenaghen!
Conclude il suo post odierno Maria Grazia con questa riflessione:
"Noi sappiamo qual è la soluzione di cui abbiamo bisogno, ma i testi sono complessi e pieni di parentesi quadre e numeri sui quali le parti non hanno trovato un accordo.
Vogliamo che i ministri scelgano i numeri grandi, cancellino quelli piccoli e aggiungano numeri forti là dove i testi hanno spazi vuoti. Ma lo faranno?"
Al prossimo appuntamento.
Mariella Gavarini
lunedì 14 dicembre 2009
IL_SUMMIT_SUL_CLIMA_DI_COPENAGHEN
Come molti ormai sanno, il 7 dicembre si è aperto il vertice sul clima a Copenaghen, che si terminerà il 18 dicembre.
Si è appena conclusa la prima settimana e ben poche informazioni sono circolate sui mezzi di informazione più diffusi. Così qualcuno si è chiesto cosa stesse accadendo in Danimarca, o se stesse realmente accadendo qualcosa....
Una preziosa fonte di informazione di prima mano è il blog di Maria Grazia Midulla, responsabile clima del WWF Italia, attualmente a Copenaghen con la delegazione del WWF Internazionale: http://sfidadelclima.wordpress.com/
Giorno per giorno ci mette al corrente del procedere dei lavori in modo accurato e coinvolgente.
Ma se qualcuno non ha tempo di scorrere i suoi post, può trovare un estratto qui sul blog.
A due anni dalla conferenza di Bali, dove il mondo ha accettato di iniziare questa maratona sul clima, abbiamo ora un'occasione senza precedenti per imbarcarsi verso un pianeta migliore."Purtroppo il semplice fatto di radunare i leader mondiali a firmare un documento importante in un’atmosfera cerimoniale con le loro facce seriose non è sufficiente a scrivere la nostra storia. Quello che conta è il contenuto del documento, ed il formato legale dello stesso è altrettanto importante. Quindi non bisogna dimenticarsi che abbiamo bisogno di un accordo giusto, ambizioso e vincolante, non di un qualsiasi accordo." dice Maria Grazia Midulla.
La prima settimana non è stata poco interessante, come poteva sembrare dai media italiani: in realtà è la fase più importante del vertice in quanto i delegati di tutti i Paesi presenti studiano la stesura del testo di un possibile accordo, in un'ottica di intensa negoziazione, che deve mediare tra le esigenze di tutti.
Il WWF è presente con un potente team di esperti, più di 100, che ha lavorato insieme con un nutrito gruppo di delegati di varie ONG per stilare un documento che contenga i punti nodali dell'accordo. In questa fase è stato molto importante il buon rapporto con i delegati dei vari Paesi presenti che portano avanti le negoziazioni.
Tutto ciò ha dato i suoi frutti: un comunicato stampa del WWF Italia del 12 dicembre afferma che "peril WWF i negoziatori presenti al Summit di Copenaghen hanno rilasciato un testo che costituisce una buona cornice su cui è possibile costruire un trattato sul clima equo, ambizioso e legalmente vincolante".
In altre parole, ora i Ministri dei vari Paesi che sono arrivati o stanno arrivando a Copenaghen hanno un'ottima base di partenza per il trattato, nella quale devono soltanto essere scritte le cifre, ovvero la misura in cui effettivamente i governi sono disposti ad impegnarsi nella questione dei cambiamenti climatici, sia in termini economici che di riduzione delle emissioni.
"Se possiamo creare il legame tra ciò che i paesi sviluppati sono pronti a fare e ciò che i paesi emergenti e quelli in via di sviluppo vogliono che accada, avremo un Trattato sul Clima a Copenaghen" ci dice ancora Maria Grazia.
Seguiremo questi sviluppi.
Mariella Gavarini
Come molti ormai sanno, il 7 dicembre si è aperto il vertice sul clima a Copenaghen, che si terminerà il 18 dicembre.
Si è appena conclusa la prima settimana e ben poche informazioni sono circolate sui mezzi di informazione più diffusi. Così qualcuno si è chiesto cosa stesse accadendo in Danimarca, o se stesse realmente accadendo qualcosa....
Una preziosa fonte di informazione di prima mano è il blog di Maria Grazia Midulla, responsabile clima del WWF Italia, attualmente a Copenaghen con la delegazione del WWF Internazionale: http://sfidadelclima.wordpress.com/
Giorno per giorno ci mette al corrente del procedere dei lavori in modo accurato e coinvolgente.
Ma se qualcuno non ha tempo di scorrere i suoi post, può trovare un estratto qui sul blog.
A due anni dalla conferenza di Bali, dove il mondo ha accettato di iniziare questa maratona sul clima, abbiamo ora un'occasione senza precedenti per imbarcarsi verso un pianeta migliore."Purtroppo il semplice fatto di radunare i leader mondiali a firmare un documento importante in un’atmosfera cerimoniale con le loro facce seriose non è sufficiente a scrivere la nostra storia. Quello che conta è il contenuto del documento, ed il formato legale dello stesso è altrettanto importante. Quindi non bisogna dimenticarsi che abbiamo bisogno di un accordo giusto, ambizioso e vincolante, non di un qualsiasi accordo." dice Maria Grazia Midulla.
La prima settimana non è stata poco interessante, come poteva sembrare dai media italiani: in realtà è la fase più importante del vertice in quanto i delegati di tutti i Paesi presenti studiano la stesura del testo di un possibile accordo, in un'ottica di intensa negoziazione, che deve mediare tra le esigenze di tutti.
Il WWF è presente con un potente team di esperti, più di 100, che ha lavorato insieme con un nutrito gruppo di delegati di varie ONG per stilare un documento che contenga i punti nodali dell'accordo. In questa fase è stato molto importante il buon rapporto con i delegati dei vari Paesi presenti che portano avanti le negoziazioni.
Tutto ciò ha dato i suoi frutti: un comunicato stampa del WWF Italia del 12 dicembre afferma che "per
In altre parole, ora i Ministri dei vari Paesi che sono arrivati o stanno arrivando a Copenaghen hanno un'ottima base di partenza per il trattato, nella quale devono soltanto essere scritte le cifre, ovvero la misura in cui effettivamente i governi sono disposti ad impegnarsi nella questione dei cambiamenti climatici, sia in termini economici che di riduzione delle emissioni.
"Se possiamo creare il legame tra ciò che i paesi sviluppati sono pronti a fare e ciò che i paesi emergenti e quelli in via di sviluppo vogliono che accada, avremo un Trattato sul Clima a Copenaghen" ci dice ancora Maria Grazia.
Seguiremo questi sviluppi.
Mariella Gavarini
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